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Funiculaire! Funiculaire!

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      Nona puntata in onda dal Centro di Produzione Rai di Napoli che iniziamo, nell’anniversario delle morte, con il ricordo della geniale figura di attore di Mario Scarpetta, pronipote di Eduardo Scarpetta, padre naturale dei fratelli De Filippo, e nipote di Vincenzo Scarpetta. Il racconto di questo grande attore, scomparso all’età di 51 anni nel 2004, sarà ad opera del critico teatrale Giulio Baffi e col produttore e amico Gianni Pinto. Con Pinto – e quindi con Libera scena ensemble prima e con la Prospet successivamente – Mario può contare di nuovo su una propria compagnia e dedicarsi al repertorio scarpettiano, ma non solo: sarà attento attore anche in altri spettacoli come Le farse cavaioleStorie di piccoli furtiPomeriggio di festa e Uscita di emergenza.

      Con la storica Antonella Tarpino andiamo alla scoperta del "Paesaggio fragile" italiano, come recita il titolo del suo ultimo libro pubblicato da Einaudi: un tinerario inconsueto tra i paesaggi ai margini del nostro Paese che forza il quadro  desueto della cartografia politica per ri-raccontare i luoghi italiani, dalle valli frontaliere delle Alpi Marittime alle le antiche vie del sale appenniniche fino il paesaggio meridionale delle case in terra cruda della Calabria.

      Dopo l’anteprima a Montréal (Canada), nell’ambito del festival “Nulle p’art ailleurs”, presentiamo il nuovo progetto musicale di Daniela Fiorentino e Paolo Coletta “FRENCH GIRL, le più belle canzoni napoletane… in francese!”. “French Girl” è un progetto internazionale basato sull’interpretazione in lingua francese di canzoni del repertorio classico napoletano, adattate da Loretta Maria Gagliardi, rielaborate e orchestrate dal compositore Paolo Coletta, che ne ha curato anche la produzione artistica. La melodia e la bellezza dei testi delle canzoni napoletane si fondono perfettamente con l’eleganza e il magnetismo della lingua francese, rendendone indistinguibili gli elementi originari. Un'operazione che sarebbe riduttivo definire solamente “musicale”, un esperimento culturale che, partendo da due distinti universi linguistici, approda a un risultato sorprendentemente accattivante. “French Girl” nasce dal desiderio di trascendere i confini regionali e nazionali della musica, per rendere ancora una volta (ma con una modalità possibilmente originale) protagonista nel mondo, la canzone classica napoletana, con la sua inesauribile potenzialità espressiva.

      Liquid Penguin, alias Katharina Bihler e Stefan Scheib, hanno viaggiato nel 2015 da nord a sud alla ricerca del suono della felicità proprio nel Paese nel quale da sempre i tedeschi immaginano che la felicità sia di casa: l’Italia. L’Ensemble Liquid Penguin ha chiesto agli abitanti di Roma, Trieste, Palermo e Napoli che cosa significa per loro la felicità, quali sono le parole o i suoni che essi associano all’idea di gioia, benessere o serenità. Per progetto dal titolo FeliCittà i Liquid Penguin hanno intervistato passanti ma anche personalità del mondo della cultura e della politica italiana: Leoluca Orlando, Franco Maresco, gli artisti di Tor Marancia, gli scrittori Valeria Parrella e Maurizio Braucci e tanti altri tra artisti poeti, autori, compositori e musicisti. Con Katharina Bihler e Maria Carmen Morese, direttrice del Goethe-Institut Neapel, vi racconteremo questo “meraviglioso, straordinario ritratto acustico del Bel Paese che intreccia suoni e voci di cittadini incontrati per caso e di artisti noti. Ascoltando i podcasts, proprio in questi giorni in cui il terremoto ci ha sconvolti, si comprende perché l’Italia è veramente un bel paese. È venuto fuori un mosaico di voci, ma soprattutto di prospettive e punti di vista differenti.”

      Torna l’appuntamento fisso con il documentario radiofonico a cura di Marcello Anselmo, che a novembre, come ogni anno, dedica la sua narrazione sonora a figure teatrali che hanno fatto la storia, anche recente, del teatro nel Mezzogiorno. Stavolta il ritratto d’attore è dedicato a Tonino Taiuti, poliedrico interprete teatrale, musicista e artista visiva. Ripercorriamo la sua carriera a partire da una delle sue maschere predilette, quella di Pulcinella.

      Con Rossella Mazzaglia, docente dell'Università di Messina, vi racconteremo la tappa messinese di Crescere nell'assurdo, un progetto che fa parte del programma di Crescere Spettatori e che tenta di riflettere sull'immaginario e sulle pratiche di formazione del pubblico, in particolare pensando ai giovani e agli adolescenti. Attraverso diversi percorsi e azioni laboratoriali cerchiamo di porci una domanda di fondo attorno all'arte, al teatro e a possibili incroci con l'educazione. Crediamo infatti che sia sempre più necessario discutere sull'immaginario e sulla crescita, provando a mettere insieme persone e provenienze differenti. I due progetti, Crescere Spettatori e Crescere nell'assurdo, stanno trovando sempre più una dimensione nazionale, un procedere che è possibile grazie al lavoro iniziato con il finanziamento ministeriale che abbiamo ottenuto nel 2014. Nell'arco dei quattro giorni, costruiti insieme a Rossella Mazzagliaincontreremo una serie di operatori e artisti e studiosi che proporranno "visioni" o "pratiche" disseminate in alcuni spazi della città. Tra documentari video, passeggiate nei quartieri e tavole rotonde con numerosi ospiti (sulla scrittura dal punto di vista dello stretto, su possibili definizioni dell'assurdo ecc) proviamo a cercare nuove domande per rafforzare o mettere in discussione quelle di partenza, incrociando diversi sguardi.

      Chiudiamo la puntata portandovi alla scoperta di un nuovo Cavaliere al Merito della Repubblica, nominato di recente dal presidente Sergio Mattarella: Jean Pierre Yvan Sagnet, 31 anni, ex componente della Flai Cgil di Bari, oggi è scrittore e si dedica all’impegno sociale per i diritti dei migranti per un’organizzazione internazionale. Yvan è nato in Camerun e si è laureato nel 2013 in Ingegneria delle telecomunicazione al Politecnico di Torino. Arrivato in Italia nel 2007 con un permesso di soggiorno per studio, si è trasferito in Puglia per la raccolta del pomodoro dove ha conosciuto il terribile fenomeno del caporalato. A lui si deve la sollevazione collettiva dei migranti contro i caporali e l’organizzazione del primo sciopero dei braccianti stranieri nelle campagne di Nardò in Puglia nell’agosto 2011. A seguito dell’azione di Sagnet, la magistratura ha fatto arrestare 16 persone appartenenti a un’organizzazione criminale attiva tra Rosarno, Nardò e altre città della Puglia. Il suo contributo è stato fondamentale al disvelamento delle condizioni di grave sfruttamento dei lavoratori.

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